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Ghostbusters!
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E se questo Halloween, per far parlare i bambini in inglese, dessimo loro… dei fantasmi da cercare?
There’s a Ghost in This House, scritto e illustrato da Oliver Jeffers, è un libro che consiglio vivamente, perché è molto più di un divertente albo sui fantasmi: è un eccellente strumento per esercitare l’inglese, particolarmente adatto ad una lettura interattiva.
A prima vista, la storia è molto semplice: una bambina abita in una grande casa e racconta di aver sentito dire che c’è un fantasma in casa sua, eppure non riesce a vederne nessuno. Invita quindi il lettore ad e ad aiutarla nella ricerca. Ed è così che, pagina dopo pagina, si scopre che la casa è tutt’altro che vuota come sembra… Ed è proprio qui che comincia il gioco!


Un libro che coinvolge i bambini
La particolarità di questo albo è che, all’inizio, i fantasmi sono… quasi invisibili! Grazie a un ingegnoso sistema di pagine trasparenti, i bambini possono scoprirli poco a poco: appaiono dove meno ce lo si aspetta! Questa caratteristica trasforma completamente la lettura: il bambino non rimane semplicemente seduto ad ascoltare la storia, ma diventa un vero e proprio piccolo detective.


C’è un vero e proprio dialogo tra la bambina e il lettore: “Perhaps you can help me?», «Have you ever seen a ghost?”, “Do you know what they look like?”. A ogni pagina, l’adulto può interrompere la lettura e porre a sua volta delle domande: “Can you see a ghost?”. Poi: “Where is the ghost?”. Osservando attentamente l’immagine, il bambino può rispondere: “It’s in the living room!”, “It’s under the table!”, “It’s on the ceiling!”.


La lettura si trasforma così in un vero e proprio scambio in inglese.
Un’eccellente attività per allenare l’attenzione
Per trovare i fantasmi, i bambini devono osservare le illustrazioni con molta attenzione. Cercano i dettagli, confrontano ciò che vedono da una pagina all’altra e si concentrano sui piccoli indizi. Questo è particolarmente interessante nella lettura in lingua straniera: l’attenzione visiva favorisce la comprensione linguistica.

Ripassare il lessico della casa e le preposizioni di luogo
L’albo è anche un’ottima occasione per ripassare o imparare il lessico legato alla casa e alle diverse stanze. A seconda delle illustrazioni, si possono esercitare parole come: the living room, the bedroom, the bathroom, the dining room, the library, the hallway, the stairs. Si può cominciare con domande molto semplici: “Is the ghost in the bedroom?” “Is it in the dining room?” Poi, gradualmente, si incoraggiano i bambini a formulare frasi complete: “Yes, it’s in the bedroom!” “No, it’s in the living room!” Il bambino passa così dalla comprensione alla produzione orale in modo naturale.
Per spiegare dove si nasconde il fantasma, i bambini devono utilizzare le preposizioni di luogo : in, on, under, behind, next to, between…
Si possono ottenere allora frasi molto semplici ma utili: “It’s under the table.” “It’s on the fireplace.” “It’s on the ceiling.” “It’s next to the door.” “It’s between the books.”


Il vocabolario viene così appreso in un contesto concreto, con un’immagine davanti agli occhi e un obiettivo ben preciso: trovare il fantasma!
Un’occasione per far parlare anche i bambini più timidi
Uno dei grandi vantaggi di questa attività è che permette di esercitare l’espressione orale senza mettere i bambini sotto pressione. Le domande possono essere adattate al livello dei bambini. Per i principianti : “Can you see a ghost?” → “Yes!” / “No!” Poi : “Where is it?” → “In the bedroom.” Per i bambini che hanno già una maggiore familiarità con l’inglese : “Where is the ghost?” → “It’s under the table, next to the chair!”
La stessa attività può quindi essere proposta a bambini con livelli di inglese differenti.
E soprattutto… ci si diverte davvero!
Ma ciò che rende questo libro particolarmente efficace è forse qualcosa di molto più semplice: i bambini si divertono. Cercano i fantasmi, a volte si sbagliano, altre volte li individuano prima dell’adulto, esclamano quando ne vedono uno e vogliono assolutamente scoprire dove si nasconde il successivo. E questa dimensione ludica è fondamentale.
Per rendere l’attività ancora più interattiva, si può persino introdurre una piccola regola: il lettore non gira pagina finché i bambini non hanno trovato il fantasma. Si può anche chiedere: “Who can find the ghost first?”
La lettura si trasforma così in una vera e propria caccia ai fantasmi in inglese!
Allora siete pronti?! Ghostbusters!
Potete anche ascoltare l’autore mentre legge There’s a Ghost in This House: da brivido!
Non mi fai paura!
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Halloween ritorna con delle storie da paura… o no! Quest’anno ho scoperto un albo molto carino, “Fantomelette”, di Charlotte Erlih (Gallimard Jeunesse, 2019). Fantomelette, è un fantasma dalla forma e dal colore di una “omelette” e il suo più grande problema è che non riesce a fare paura alle persone, neanche ai suoi familiari. Questa cosa la preoccupa molto.
Le illustrazioni sono molto divertenti e l’uso del colore mette in rilievo la differenza di Fantomelette con gli altri: tutto quello che la riguarda è colorato di giallo, il resto è in bianco e nero.
Quando Fantomelette fa un elenco dei nomi che le attribuiscono, le divertenti trovate suscitano ilarità nei bambini, ma allo stesso tempo, li fanno riflettere su una situazione molto comune anche tra di loro: essere vittima di scherno.

Quello che Fantomelette scopre alla fine della storia, è che, se non è molto brava a fare paura, fare ridere le riesce molto bene!

“Fantomelette” è una storia piena di humour che ha come ultimo scopo quello di aiutare i bambini ad accettarsi così come sono e a fare dei propri “difetti” una virtù.
Da un punto di vista linguistico, il testo è molto facile e si presta bene ad una lettura a due, molto utile per esempio quando un bambino sta imparando a leggere. Se il bambino ha bisogno di prendere confidenza con il corsivo, per esempio, l’adulto può leggere il racconto in stampatello, mentre il bambino leggerà le parole di Fantomelette in corsivo. Le onomatopee rendono la lettura molto divertente e aumentano l’interattività.
Se cercate altre storie di Halloween non tradizionali, vi consiglio “How to Make Friends with a Ghost”, ma anche, un pò nello stile delle storie con fantasmi che non fanno molta paura, “The Little Ghost who Lost Her Boo” e “Bouh! Le livre qui fait le plus peur du monde”.
Un fantasma per amico
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Eccoci finalmente ad Halloween! Quest’anno abbiamo tutti particolarmente bisogno di una festa e di travestimenti per distrarci un po’! Finalmente potremo parlare di maschere di fantasmi, mummie e mostri invece che delle solite mascherine chirurgiche!
Per l’occasione, vi propongo una storia molto particolare, perché di storie che fanno paura ne conosciamo già: “How To Make Friends With a Ghost” di Rebecca Green.
E se, invece di spaventarci ogni volta che incontriamo un fantasma (a proposito, ne avete già incontrato uno?), cercassimo di fare amicizia? Seguite bene le istruzioni!
Quest’albo è suddiviso in tre parti: la parte uno fornisce le informazioni di base, la due spiega come prendersi cura di un fantasma, la tre come fare per crescere insieme.
Le informazioni fornite sono un’occasione per lavorare il lessico e certe espressioni in inglese. Per esempio, l’immagine descrittiva del fantasma permetterà di ripassare (o introdurre) le parti del corpo: eyes, cheeks, body, arms, bottom…

© Rebecca Green

© Rebecca Green
Quando l’autrice spiega come salutare e presentarsi ad un fantasma, si introdurranno i saluti in inglese: wave, say hello, my name is…
C’è anche la ricetta di uno dei piatti preferiti dei fantasmi: i “floating spaghetti and mudballs”! Volete assaggiarli?
Si possono fare molte attività con un fantasma: raccogliere foglie secche, leggere storie spaventose, ballare… Una bella opportunità per imparare il lessico degli action verbs!
Questa bellissima storia ha anche una morale profonda da insegnare ai bambini: l’amicizia dura nel tempo. Si cresce insieme, si invecchia insieme e, con un fantasma, l’amicizia dura anche dopo…
Sul sito dell’editore troverete delle schede gratuite del libro, tra cui un activity kit e dei disegni da colorare.

E se, per terminare, cantassimo una canzone? Ecco la versione di Emily Arrow per celebrare questo albo in musica!



